Denunce nelle aziende la segretezza è un rebus whistleblowing | ALBUM SPECIALE IMPRESE E LAVORO – LA REPUBBLICA
DENUNCE NELLE AZIENDE LA SEGRETEZZA E’ UN REBUS | ALBUM SPECIALE IMPRESE E LAVORO – LA REPUBBLICA
Il Decreto legislativo n. 24 del 10 marzo 2023, “Decreto Whistleblowing”, tutela chi denuncia irregolarità sul posto di lavoro sia nel settore pubblico che privato
Intervista Avv.Mario Fusani Co-Founder GF Legal su La Repubblica, Album Speciale Imprese e lavoro, 31 Gennaio 2024.
DECRETO LEGISLATIVO N. 24 DEL 10 MARZO 2023 UNI(RI)FORMA LA DISCIPLINA NAZIONALE DEL SETTORE PUBBLICO E PRIVATO IN TEMA DI WHISTLEBLOWING
Anche l’Italia si è adeguata alla normativa sul whistleblowing ma nelle Pmi è più difficile
Mario Fusani, avvocato giuslavorista e co-founder dello studio legale GF Legal, in questa intervista su La Repubblica evidenzia che:
La nuova disciplina del whistleblowing, in conformità con la Direttiva 2019/1937, è tesa a tutelare la posizione del segnalante ma questo sforzo viene meno per le aziende con meno di 50 dipendenti visto che, a causa delle loro dimensioni ridotte, difficilmente riescono a mantenere la segretezza del segnalante perché qui i rapporti interpersonali sono molto più frequenti rispetto alle aziende di ampie dimensioni.
Al momento manca anche un sistema chiaro di classificazione che definisca un comportamento ritorsivo o meno.
L’avvocato Fusani, giuslavorista e arbitro in Diritto del lavoro e sindacale, aggiunge:
Questa discrezionalità nella valutazione della sanzione relativa all’eventuale comportamento ritorsivo rischia di introdurre tali e tanti vincoli alla vita dell’azienda da arrivare a compromettere la vita di quest’ultima.
Ma non è l’unica criticità, l’Avv. Fusani sottolinea:
Sarebbe interessante interrogarsi, ad esempio, sulla possibilità di estendere lo stesso impianto e le stesse garanzie introdotte dalla nuova disciplina anche in un’ottica di tutela contro le molestie sul luogo di lavoro e le disparità di genere.
Detto questo, sicuramente a livello aziendale, nulla vieta di estenderne l’applicazione, magari utilizzando questo parametro per poter ottenere la certificazione Esg.
Concludendo, l’avv. Fusani suggerisce che
una soluzione per limitare la discrezionalità di comportamenti, fra aziende che applichino o non applichino estensivamente questa normativa, potrebbe essere ipotizzata con l’applicabilità di tali normative anche in pattuizioni collettive (Ccnl o protocolli congiunti fra parti sociali) sia a livello nazionale che di categoria o territoriali, specie per quei settori e aree in cui sia rilevata una maggiore incidenza di tali eventi.
Vito de Ceglia
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