CASSAZIONE: NOTIFICA “BREVI MANU” DELLE COMUNICAZIONI DEL DATORE DI LAVORO AL DIPENDENTE

La Cassazione, con la sentenza n. 7306 del 14 marzo 2019, torna a parlare di consegna a mani delle comunicazioni aziendali. Nel caso specifico si fa riferimento alla mancata consegna di una lettera in busta chiusa di sanzione disciplinare.

La Corte parte da un principio di diritto, ormai, unanimemente riconosciuto: “esiste l’obbligo del lavoratore subordinato di ricevere sul luogo di lavoro e durante l’orario di lavoro comunicazioni, anche formali, da parte del datore di lavoro o di suoi delegati, in considerazione dello stretto vincolo contrattuale che lega le parti di detto rapporto, sicché il rifiuto del lavoratore, destinatario di un atto unilaterale recettizio, di riceverlo comporta che la comunicazione debba ritenersi regolarmente avvenuta, in quanto giunta ritualmente, ai sensi dell’art. 1335 c.c., a quello che, in quel momento, era l’indirizzo del destinatario stesso”.

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CALL CENTER. GLI AMMORTIZZATORI SOCIALI NEL DDL

Il Senato, mercoledì 27 marzo, ha approvato, in via definitiva, il DDL di conversione del decreto-legge 28 gennaio 2019, n. 4, recante disposizioni urgenti in materia di reddito di cittadinanza e di pensioni.

All’interno del provvedimento di legge, sono presenti anche indicazioni relativamente al settore del Call Center.

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LA TUTELA DEI DATI PERSONALI NELL'AMBITO DEI RAPPORTI DI LAVORO

Anche per l’agricoltura e la viticoltura il conseguimento di un successo passa attraverso una corretta applicazione delle regole.

In occasione del Vinitaly è stata presentata l'indagine sul settore vitivinicolo 2019 da parte dell’Area Studi Mediobanca (*) analizza 168 società di capitali che nell’ultimo esercizio hanno un fatturato >25 mln di euro con attività vitivinicola. Di cui: 52 coop 103 S.p.A. e s.r.l. italiane 13 estere.

Cosa hanno in comune tutte queste realtà?

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